CASANepal: l’indipendenza economica come difesa contro violenza e discriminazione

Dati generali progetto

Anno: 2013
Paese: Nepal
Località: Katmandu
Associazione: Apeiron
Valore del progetto: € 38.548,00
A carico di Prosolidar: € 13.800,00
Percentuale finanziata: 35,80%


SITO WEB: http://apeirononlus.it/project/risposta-allemergenza/project-3/

Obiettivo

Favorire l’inserimento lavorativo e sociale delle donne che risiedono nella struttura protetta CASANepal gestita da Apeiron a Kathmandu, capitale del Nepal

Destinatari

20 donne che versano in condizioni di forte svantaggio economico e/o sono vittime di violenze e discriminazione, in quanto appartenenti a minoranze etniche o a caste discriminate

Descrizione Progetto

In Nepal, povertà ed analfabetismo sono le principali cause di una discriminazione di genere che spesso sfocia in violenze domestiche. CASANepal nasce in risposta al bisogno di una struttura protetta che ospiti temporaneamente donne vittime di violenza, discriminazione e/o che versano in condizioni di svantaggio economico ed i loro figli, facilitandone il riscatto sociale e l’inserimento lavorativo. Ogni anno CASANepal ospita circa 40 persone (donne e bambini). Il progetto si struttura in diverse fasi: Preliminare: selezione delle beneficiarie (secondo criteri prefissati) ed ospitalità nella struttura. Fase riabilitativa: assistenza medica, legale e psicologica, corsi di alfabetizzazione, Life Skill, abilità manuale e yoga Formativa: una sessione di orientamento aiuta le beneficiarie a scegliere il percorso di formazione professionale a loro più consono. La tipologia di corsi proposta viene individuata in base alle effettive attitudini e capacità delle donne, alla loro situazioni famigliari e alle esigenze di mercato. Conclusiva: al termine del percorso formativo è previsto un periodo di tutoraggio e monitoraggio delle beneficiarie al di fuori della struttura di accoglienza ed un parziale finanziamento delle loro attività di micro-impresa.

Conclusioni

Come prima attività di progetto, è stato verificato lo stato di salute di ogni ospite, ogni donna e bambino è stato inviato, nel giro di una settimana se non si sono evidenziate problematiche che richiedono un'azione urgente, ad una clinica privata con la quale l’associazione è convenzionata, per un check-up medico generale. Le donne beneficiarie, per tutta la durata della permanenza nella struttura, hanno seguito un percorso continuativo di riabilitazione, che ha compreso la discussione di tematiche fondamentali (dall’igiene personale al pericolo dell’uso di droghe ed alcool, dai principi basilari per una corretta alimentazione alle malattie a trasmissione sessuale), incontri con una psicologa, un corso di educazione non formale e di alfabetizzazione. Oltre alle attività individuali sono state tenute sessioni di terapia di gruppo utilizzando diverse tecniche come: empathetic listening, emotional support, supportive counselling, client centred therapy, relaxation, eye movement therapy.Durante il soggiorno presso la struttura le beneficiarie hanno frequentato diversi corsi di formazione professionale, selezionati in base alle attitudini delle partecipanti ed alle opportunità sul mercato del lavoro. La scelta dei corsi di formazione professionale e’ stata effettuata al termine di un workshop di orientamento.

Successiavamente e per tutta la durata del progetto, sono stati avviati corsi di sartoria, di metodo di insegnamento montessori, corsi di istruzione non formale, corsi di alfabetizzazione, corsi di life skills, corsi di abilità manuale e danzaterapia. Tra le varie valutazioni che vengono compiute durante il percorso, al fine di fornire i servizi necessari in maniera adeguata, c'è anche quella legale che ha lo scopo di aiutare l'autorità giudiziaria ad intervenire in via stragiudiziale, qualora se ne ravvisi la necessità. Al termine del percorso riabilitativo-formativo e del periodo di accoglienza, le ospiti della struttura vengono incoraggiate a rientrare nella comunità, l’associazione ha infatti aiutato le donne nella ricerca del lavoro, anche tramite l’avvio di una attività in proprio fornendo, dove necessario, l’assistenza e gli strumenti di base (attrezzature, materie prime ecc…) Nonostante le sfide che un progetto come CASANepal si trova ad affrontare sono molteplici e spesso il rapporto con la polizia locale non è pienamente collaborativo, l’associazione continua costantemente a lottare perchè il pensiero della donna come essere inferiore, diffusissimo nella società nepalese, venga pian piano sdradicato. Grazie a questo progetto infatti 54 donne avranno la possibilità di riscattarsi e di uscire da quel vortice di violenza e solitudine nel quale riversavano prima dell’ingresso nella struttura.