Kira Mama Plus! Un reparto per i neonati all’ospedale di Cibitoke, Burundi

Dati generali progetto

Anno: 2016
Paese: Burundi
Località: Cibitoke
Associazione: Comitato Collaborazione Medica
Valore del progetto: € 195.200,00
A carico di Prosolidar: € 46.350,00
Percentuale finanziata: 23,74%


Obiettivo

Il progetto intende ridurre la mortalità e la morbilità neonatale nel distretto sanitario di Cibitoke, migliorando la qualità delle cure neonatali presso l’ospedale pubblico di Cibitoke e avviando un servizio per la gestione dei neonati critici e sottopeso

Destinatari

Circa 13.000 neonati e le loro mamme

Descrizione Progetto

Il progetto mira a costruire ed avviare un reparto dedicato ai neonati malati, prematuri e sottopeso, ampliando l’attuale maternità dell’ospedale pubblico di Cibitoke, allestendola con i necessari arredi ed attrezzature sanitarie e formando il personale ospedaliero (infermieri e medici) alla gestione di questi piccoli pazienti. L’attuale maternità è infatti troppo piccola per permettere l’allestimento di una sala dove trattare i neonati critici e di uno spazio dove accogliere mamme e neonati per una degenza più lunga. Verrà quindi realizzato un ampliamento infrastrutturale con gli annessi servizi ed allacci, verranno acquistati gli arredi e alcune attrezzature di base con tecnologie innovative, semplici e durature. Inoltre, è prevista la formazione del personale sanitario per assicurare che tutti i neonati siano accolti nel migliore dei modi, assicurando igiene, nutrimento, temperatura adeguata, contatto materno e cure in caso di bisogno. Il progetto si inserisce nell’intervento più ampio del CCM a favore della salute neonatale nella Provincia di Cibitoke (distretti di Cibitoke e Mabay) sostenuto ad oggi da FAI – Fondation Assistance International. L’obiettivo è quello di ridurre la mortalità e la morbilità neonatale, migliorando il servizio presso i punti nascita (17 Centri di salute nel Distretto di Cibitoke e 2 ospedali) e assicurando una corretta assistenza domiciliare a madre e neonato nel mese successivo da parte di 400 operatori sanitari di comunità. Le ultime ricerche e linee guida di OMS e UNICEF indicano che, anche in assenza di mezzi e tecnologie sofisticate, la mortalità neonatale (oltre il 40% della mortalità dei bambini al di sotto dei 5 anni) possa essere significativamente ridotta.

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