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Progetti :: UNHCR Ecuador


Un nuovo progetto di Prosolidar. UNHCR nuovo partner

Oltre 50.000 rifugiati registrati, ospitati nei campi UNHCR dell'Ecuador
Il progetto prevede la fornitura di pannelli solari fotovoltaici, la captazione delle acque piovane e un sistema di raccolta e trattamento rifiuti, che dovranno servire circa 1.000 famiglie, una popolazione stimata di 5.000 persone! Molti villaggi che ospitano i campi rifugiati, non sono forniti di elettricità , a causa della distanza dalla rete. Le Comunità locali hanno espresso il grande desiderio di poter dotare, almeno gli edifici comunitari, come scuole, centri medici, centri sociali di elettricità , per favorire l'integrazione nella comunità dei rifugiati.Sono circa 135.000 i rifugiati in Ecuador, ma la maggioranza non risulta registrata, per timore delle Autorità o per la lontananza dalle sedi di registrazione. Il 97% di questi rifugiati proviene dalla Colombia. Paese ancora in preda alle attività terroristiche e alla guerriglia, ma anche agli squadroni paramilitari, a quelli della morte. I campi sono situati nelle provincepiù povere dell'Ecuador, in zone non servite dalla rete elettrica. I pochi generatori disponibili non funzionano quasi mai, salvo per situazioni di emergenza, perchè nessuno si può permettere il costo del loro funzionamento. Anche le strutture pubbliche, non sono collegate alla rete. Le comunità ecuadoregne hanno accolto i rifugiati, ma hanno anche visto aggravarsi i loro problemi. I progetti che sviluppa l'UNHCR, oltre che ad aiutare il popolo dei rifugiati, tendono anche a favorire l'integrazione e la convivenza con le comunità locali.

Vediamo alcune attività dell'UNHCR In Italia, dal sito http://www.unhcr.it/

 

Dal 1° marzo 2006 l’UNHCR ed i propri partner, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e la Croce Rossa Italiana (CRI) hanno stabilito un presidio fisso a Lampedusa. Il progetto, denominato PRAESIDIUM e finanziato dal Ministero dell’Interno e dal programma ARGO dell’Unione Europea, mira al rafforzamento delle capacità di accoglienza e dei servizi per chi, in fuga da persecuzioni e conflitti armati, rischia la vita per attraversare il Canale di Sicilia. L’accordo firmato dall’UNHCR e dal Ministero dell’Interno italiano il 7 giugno 2007 prevede l’allargamento a tutta la Sicilia, tramite un presidio mobile, delle attività del progetto PRAESIDIUM. Nella prima metà del 2008 il progetto è stato dunque steso anche alla Puglia, alla Calabria ed alla Sardegna.

Il presidio mobile in Sicilia, formato da rappresentanti delle tre organizzazioni, offre assistenza nei tre centri di permanenza temporanea presenti in Sicilia (a Trapani, Caltanissetta e Siracusa). Il presidio è anche presente, quando ciò si rende necessario, nei punti d’arrivo strategici dei migranti in Sicilia. Le principali attività del progetto, sia a Lampedusa che nel resto della Sicilia, consistono nel fornire informazioni ed assistenza legale ai nuovi arrivati, soprattutto per quanto concerne le procedure d’asilo, e nell’individuazione delle persone vulnerabili. Scopo del presidio è anche quello di assicurarsi che i beneficiari del progetto abbiano accesso ai servizi di cui hanno bisogno.

Lampedusa e la Sicilia sono i punti chiave di ingresso in Italia per i potenziali richiedenti asilo.

Qualche cifra:

        In base alle stime dell'UNHCR, nel 2008 circa 31.000 persone sono giunte via mare a Lampedusa. Tale cifra costituisce oltre l'86% delle circa 36.000 persone arrivate complessivamente nello stesso periodo sulle coste italiane. Rispetto al 2007, gli arrivi a Lampedusa hanno registrato un incremento del 153% circa.

        Stando ad una elaborazione dei dati della Commissione nazionale per il diritto d’asilo, tra il 70 ed il 75% di coloro che sono arrivati via mare in Italia nel 2008 ha presentato domanda d’asilo, sul posto o successivamente.

        Complessivamente, nel 2008 in Italia sono state presentate 31.097 domande d’asilo. Oltre il 70% delle domande è stato inoltrato da persone giunte in Italia via mare.

        In base ad una elaborazione dei dati forniti dalla Commissione nazionale per il diritto d’asilo e dalle Commissioni territoriali dove vengono analizzate quasi esclusivamente domande d’asilo depositate da persone giunte in Italia via mare (Crotone, Siracusa, Trapani e Foggia), il tasso di riconoscimento di una qualche forma di protezione (status di rifugiato o protezione umanitaria) di coloro che sono arrivati via mare nel 2008 è stato del 50% circa.